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ARTE - EVENTI - SPETTACOLI - MOSTRE - LABORATORI

FERDINANDO GRECO – ANTONIO MARIA PECCHINI
"INATTESE CONSONANZE nelle pieghe del tempo"
A cura di Emma Zanella
dal 12 giugno – 27 luglio
INAUGURAZIONE giovedì 12 giugno ore 21
ORARIO da martedì a venerdì 10/12.30 – 16/19
Sabato e domenica 10/12.00 – pomeriggio su app.
CATALOGO Nomos edizioni
LUOGO Saronno – Viale Santuario 11
INFO www.ilchiostroarte.it; infotiscali@ilchiostroarte.it
+39 02 9622717 – fax +39 02 91708934
Ingresso libero

Giovedì 12 giugno alle 21 il chiostro arte contemporanea inaugura la mostra “Inattese consonanze nelle pieghe del tempo” con opere di Ferdinando Greco e Antonio Maria Pecchini, a cura di Emma Zanella che in catalogo scrive:
due artisti, Ferdinando Greco e Antonio Pecchini, che sono apparentemente molto lontani tra loro. Pittore impulsivo e viscerale il primo; scultore razionale e calibrato il secondo; immerso in una materia magmatica in continua trasformazione Greco; alla ricerca dell’equilibrio e dell’esatta valenza simbolica della materia Pecchini.Eppure vederli insieme, ascoltare la progettazione della mostra, sentirli confrontare le proprie poetiche e, soprattutto, accostare un’opera all’altra, con tutte le diversità e le specificità di ciascun lavoro, mi hanno convinto delle consonanze che, a ben guardare, legano i due artisti. Inattese, e proprio per questo ancora più significative.
La mostra al Chiostro di Saronno nasce innanzitutto con una propria coerente organicità. Non è l’accostamento casuale di opere di artisti differenti che si “ripartiscono” lo spazio messo loro a disposizione, bensì è un insieme cadenzato e pensato, in cui le opere si insediano negli ambienti prendendo forma e dialogando inevitabilmente tra loro. Gli interventi di Greco e Pecchini si articolano alternandosi gli uni agli altri, in un percorso fluido e continuo, dove le singole opere sono superate in una visione globale e coerente.
Le opere pittoriche di Ferdinando Greco lasciano senza fiato tanto è evidente la forza vitale che è in loro. Sono opere potenti e tragiche che non conoscono sotterfugi o mezzi termini, che non inducono a facili decorativismi o a interpretazioni edulcorate.
Le opere scultoree di Antonio Pecchini tracciano una linea di aulicità intorno a loro. L’affanno del vivere, il dolore, l’assenza e la mancanza, seppur ci sono e sono rappresentate, vengono filtrate da un’impostazione razionale e progettuale fortissima. Laddove Greco è impulso Pecchini è razionalità. Due lati di una stessa moneta che solo in apparenza si oppongono, in realtà dialogano strettamente tra loro.